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IL TESTO MULTIMEDIALE DINAMICO

Considerando il testo come complesso segnico, la Testologia Semiotica contempla tra gli oggetti del proprio studio anche il testo multimediale. In particolare, la ricerca testologica prende in considerazione, ad oggi, oggetti testuali multimediali in cui sia dominante l’aspetto verbale. La sfida del gruppo di lavoro che qui si presenta è quella di applicare, e modificare di conseguenza, i dettami della disciplina, in relazione non solo al testo dinamico privo di dominanza verbale, ma contemporaneamente, dinamico nella sua manifestazione. Sono esempi di testi multimediali dinamici:

- i testi audiovisivi (che utilizzano sia il canale televisivo che cinematografico, ma anche canali non ufficiali quali quelli amatoriali e di settore – vedi ad esempio il caso della videoarte e dell’arte performativa);
- i testi performativi (eventi comunicativi nel loro dinamico sviluppo);
- i testi informatici (trasmessi soprattutto per mezzo della rete).

LA SITUAZIONE COMUNICATIVA

All’interno della disciplina testologica, il fattore  dalla Situazione Comunicativa, occupa senza dubbio una posizione strategica fondamentale, dato che le condizioni che la determinano, sebbene non riguardino il comunicato in sé, ne influenzano l’interpretazione prima ancora dei contenuti che esso diffonde e dei modi che sceglie per veicolarli. Una Situazione Comunicativa, in senso generale, così come individuata dalla disciplina, è caratterizzata dalla presenza di una comunicazione in senso stretto (soggetti che incarnano il ruolo di produttore e ricevente della comunicazione, con una intenzione dominante), un tempo ed un luogo della produzione e un tempo ed un luogo della ricezione della stessa, un input esterno al processo e un insieme di configurazioni di basi dell’interpretazioni appartenenti al produttore e al ricevente.
Immaginando come veicolo fisico della comunicazione (il cosiddetto vehiculum nella terminologia petoefiana) un testo multimediale dinamico, la questione di stabilire il ruolo della Situazione Comunicativa, diventa di per sé problematica nonché determinante per lo sviluppo del processo interpretativo stesso. Questo perché la contaminazione fra i diversi media, che possono, all’interno dello stesso testo, non solo essere recepiti in modo diverso, ma anche secondo spazialità non omogenee, spinge lo studioso a non fermarsi all’apparenza del fenomeno in esame, per contemplare, invece, come fattori determinanti, anche quelli semplicemente stimolati dall’evento performativo.

Leggi un esempio applicativo:
LA SITUAZIONE COMUNICATIVA. L’ESEMPIO TEATRO – di Caterina Mazzieri

IL TESTO COME COMPLESSO SEGNICO

Il modello che descrive i componenti del testo inteso come complesso segnico incorpora già, nella sua teorizzazione, gli elementi che verranno poi utilizzati per la sua ricezione ed interpretazione. E cioè: gli elementi che si riferiscono al contesto della situazione comunicativa al cui interno il complesso si manifesta e gli elementi che fanno parte della sua manifestazione lineare oltre che quelli che fanno parte di quella semantica (il che implica un riconoscimento ed una caratterizzazione di ogni complesso in base ai media coinvolti, le loro peculiarità e le loro modalità d’uso), dunque elementi che comprendono contemporaneamente le regole di sintassi, semantica e pragmatica del testo. Scrive lo studioso in tal senso, per giustificare le proprie scelte metodologiche (Pet?fi, Vitacolonna 1996:56): “Sono stato guidato alla costruzione dei diversi modelli segnici dai seguenti motivi: (a) una espressione più complessa di una parola necessita di un modello segnico anche sistematicamente più complesso di quello usato per le singole parole; questo in quanto l’architettonica formale di tale espressione è più complessa (…); (b) un testo inteso come complesso segnico non fa parte del sistema, ma fa parte dell’uso del sistema; un modello segnico deve rendere conto anche di questa proprietà, cioè deve rappresentare il suo rapporto tanto col sistema che col contesto d’uso (…); (c) per trattare adeguatamente i comunicati – soprattutto i comunicati multimediali – è necessario distinguere i media con sistemi notazionali (per esempio la lingua naturale, la musica, e la danza) e i media che non contengono sistemi notazionali (per esempio il medium delle immagini); questa distinzione implicava un trattamento più sofisticato delle manifestazioni fisiche dei comunicati (…) – per menzionare soltanto i motivi più importanti”. Oltre a specificazioni più precise, lo studio di un testo complesso, quale quello dal gruppo individuato, e cioè il testo multimediale dinamico, implica anche ripensamenti delle relazioni stesse. La nostra ricerca si pone tale individuazione come una propria sfida lavorativa.

Leggi un esempio applicativo:
LA RICEZIONE DEL COLORE IN AMBIENTI CULTURALI DIVERSI.
UN APPROCCIO SEMIOTICO-SPERIMENTALE AL FILM THE COOK, THE THIEF, HIS WIFE
AND HER LOVER DI PETER GREENAWAY
– di Sonia Marconi

REFERENZIALITA’ E COREFERENZIALITA’ NEL TESTO CINEMATOGRAFICO.
IL CASO LE AVVENTURE DI PINOCCHIO DI LUIGI COMENCINI
– di Ilenia Paciaroni

IL RUOLO DELLA TRASMUTAZIONE O TRADUZIONE INTERSEMIOTICA

Il processo di trasformazione di media in altri media, di contaminazione tra generi mediali, nonché lo sfruttamento di ispirazioni intertestuali diverse, rendono lo studio del fenomeno traduttivo del tutto strategico per la delineazione completa di una proceduralità interpretativa. Il gruppo di ricerca lavora, in tal senso, alla fissazione dei suoi punti di forza, affinché possano essere inseriti all’interno del modello comunicativo stesso.

Leggi un esempio applicativo:
IL TEATRO VA IN SCENA IN DVD. IPOTESI TRADUTTOLOGICHE NELLE RAPPRESENTAZIONI FILMICHE
DELLA REALTA'
– di Francesca Ripa

LA TESTOLOGIA SEMIOTICA E LA SOCIOSEMIOTICA

Sebbene ispirate da impostazioni teoretiche diverse, la Testologia Semiotica e la Sociosemiotica condividono, nella loro parte speculativa, la previsione di una centralità indiscussa del fattore contestuale. Il gruppo di ricerca sta lavorando ad una possibilie implementazione dei metodi, nel rispetto delle differenze concettuali basilari.

Leggi un esempio applicativo:
LA CREAZIONE DI FALSI PUBBLICITARI. ANALISI SOCIOSEMIOTICA DI UN CASO – di Elisabet Fasano

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