Home > Archivio News > 2007 > THE SCHOOLGIRL'S DIARY
Home - Redazione - Ricerca - Testologia Semiotica - Case Studies - Contatti - Archivio News

T
HE SCHOOLGIRL'S DIARY
di Valentina La Selva - pubblicato il 09/10/07

Evento: Film

Titolo:“The schoolgirl’s diary” (Han Nyeohaksaengeui Ilgi)
Regia: Jang In-hak
Cast: Pak Mi-hyang, Kim Jin-Min, Kim Yeong-suk, Kim Cheol-ju, Kim Myeong-woon
Durata: 94 minuti
Genere: drammatico, colore
Produzione: Corea del Nord, settembre 2006

Trama: Su-ryeon, un’adolescente nordcoreana, impara attraverso l’identificazione con la propria nazione ad accettare il suo problematico rapporto con i genitori: la mancanza di attenzioni da parte del padre diventa un punto di orgoglio, quando comprende quanto egli sia devoto al presidente e al progresso del popolo.

Spunti riflessivi di carattere semiotico-testologico

Il film, che ha partecipato ai festival di Cannes e di Amburgo dopo l’enorme successo ottenuto nel proprio Paese, è uno dei pochi prodotti culturali nordcoreani ai quali sia consentito di varcare le frontiere nazionali. Il suo scopo dichiarato è quello di rafforzare il consenso popolare al regime: non a caso vengono esaltati lo spirito di sacrificio, la devozione al presidente, la solidarietà e l’importanza di lavorare per il bene del popolo. Ma cosa accade quando il film viene allontanato dal contesto in cui è nato e a cui è destinato? Lo schema valoriale viene compreso? Il messaggio viene trasmesso? Per cercare una risposta a queste domande, prendo come esempio una delle scene principali del film. Su-ryeon vive con la madre, la nonna e la sorella (il padre è sempre lontano per via del suo lavoro) in una casa di periferia. Il suo sogno, fin da quando è una bambina, è ottenere dal governo un appartamento in uno dei grandi condomini popolari in centro:

  • L’appartamento, nella società nordcoreana, rappresenta un simbolo di prestigio e di riconoscimento da parte della comunità (anche per via delle comodità, come l’acqua corrente ed il riscaldamento a gas), mentre la casa in periferia, con l’orto ed il giardino, è una prerogativa della classe operaia.
  • Questo valore, essendo riconosciuto ed implicito all’interno della società di riferimento, è dato per scontato e non viene in nessun modo spiegato al pubblico straniero.

Cosa accade, dunque, quando il film viene visto da un pubblico diverso da quello per cui era stato pensato? Mentre assistevo alla proiezione durante il Festival del Cinema di Amburgo, nel momento in cui Su-ryeon ottiene il permesso di trasferirsi in uno degli appartamenti, il pubblico presente in sala è scoppiato a ridere. All’interno della società occidentale, infatti, il sistema valoriale legato ai due oggetti in questione è rovesciato. Il messaggio del film è riuscito a raggiungere il pubblico?

Alcune questioni da approfondire

Quali sono i fattori che occorre tenere in considerazione, quando si identifica il proprio destinatario, e quindi il proprio target? Su cosa occorre intervenire per rendere un messaggio comprensibile anche ad un target che non sia quello originario? Cosa accade quando un messaggio non riesce ad essere trasmesso?

News
“Come suonano i sogni"
di Elisabet Fasano
Lavazza Design Paradiso
di Elisabet Fasano
Barilla: 132 Anni in 132 secondi
di Francesco Barbabella
Milano: “La città che sale”.
di Elisabet Fasano
Alfa - BET: MiTO
di Elisabet Fasano