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OHN BRAMBLITT: COMPRENDERE LA PERCEZIONE ATTRAVERSO LE IMMAGINI
di Gianna Angelini - pubblicato il 17/10/07

John Bramblitt è un artista di 35 anni, che vive ed opera a Dallas, nel Texas. Per presentare alcune delle sue opere all’interno del proprio sito (http://www.bramblitt.net), John seleziona degli aforismi di alcuni pittori molto noti al pubblico mondiale. Uno di questi è attribuito a Pablo Picasso, che alla metà del secolo scorso disse: “Painting is a blind man's profession. He paints not what he sees, but what he feels, what he tells himself about what he has seen”. L’espressione viene utilizzata in senso metaforico, a esprimere una delle caratteristiche fondamentali della figura dell’artista, quale quella di riuscire a rappresentare visivamente le proprie percezioni interiori, ma John, con la sua produzione, sembra incarnare con la sua persona il detto, perché egli è un artista vero, ed è veramente cieco (sebbene non dalla nascita). Per dipingere i propri quadri, John utilizza una particolare tecnica da lui stesso elaborata. Egli prima immagina e realizza i contorni del disegno su una tela di canapa, poi usa una particolare vernice che crea un effetto rilievo; lascia asciugare la bozza e infine rivernicia di bianco tutta la tela in modo che sulla superficie rimanga impresso il disegno. Per tingere i quadri John usa colori ad olio. La differenza cromatica viene riconosciuta dallo stesso, unicamente grazie al tatto.

Spunti riflessivi di carattere semiotico-testologico

In senso stretto, l’opera del pittore John Bramblitt non rappresenta, nella sua manifestazione fisica, ciò che, generalmente, può essere incluso all’interno della categoria del testo multimediale dinamico. Eppure la plurisensorialità che ne permette l’esistenza, sembra degna di considerare il fenomeno anche da questo punto di vista. In effetti, la produzione dell’artista passa attraverso il filtro del senso tattile, che rende ogni quadro, anziché semplicemente un prodotto comunicativo, un evento in senso ampio. John disegna le proprie bozze sulla tela riflettendo sulle sue memorie, ed immaginando di concretizzare visivamente i propri sogni. Tale processo psichico procede ragionevolmente per via figurativa, potendo l’artista, nonostante il suo problema fisico, attingere al proprio immaginario mentale, ma la scelta dei colori, la loro disposizione sulla tela, passa unicamente per la percezione tattile. Così come per gli oggetti, John riconosce le sfumature cromatiche degli oli per dipingere, attraverso la diversità della loro consistenza al tatto. Egli dichiara in una intervista di essere perfettamente consapevole del fatto che i volti non sono rossi, o non possono essere blu, ma che la sua percezione tattile di alcuni volti, in alcune situazioni, è perfettamente identica a quella dei colori che seleziona. In tal senso, ad essere interessante è il processo che pone in essere il prodotto comunicativo, più che il prodotto in sé, perché esso nasconde una fase interpretativa che permetterebbe la spiegazione del fenomeno percettivo per mezzo delle immagini, contrariamente al senso comune che intende le immagini quali conseguenze del fenomeno percettivo stesso.

Alcune questioni da approfondire

La percezione quale processo mentale e la propria collocazione all’interno della fase di produzione della comunicazione in una situazione comunicativa data
• Le nuove frontiere dell’arte contemporanea: relazioni tra sensi e loro interpretazione

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