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MUSEO OMERO, OVVERO LA DEMOCRAZIA DELL’ARTE
di Ilenia Paciaroni – pubblicato il 14/03/08

Che cos’è: IL MUSEO TATTILE STATALE OMERO
Indirizzo: Via Tiziano 50, 60125 Ancona
Ingresso al museo: gratuito

All’apertura dell’home page del sito ufficiale del Museo Omero (http://www.museoomero.it)   viene immediatamente visualizzata la seguente dichiarazione d’intenti:

“Toccare l'arte

Un obiettivo impensabile solo a pochi anni fa.

Toccare l'arte...non solo per chi non può misurarsi con la luce e l'immagine, ma per rivelare a tutti, le possibilità della percezione.

Toccare l'arte...una via percettiva esclusa da quasi tutti i musei, un approccio all'estetica in gran parte ancora inesplorato dai non vedenti, nonostante la sua profonda valenza epistemologica. Eppure esiste un museo in Italia che ha fatto dell'osservazione tattile il suo principale canale di conoscenza.

Toccare volti, corpi, gesti, espressioni, scoprire volumi e prospettive attraverso le proprie mani.

Il Museo Tattile Statale Omero è nato con lo scopo di colmare questo vuoto nel panorama dei servizi culturali per non vedenti, ma anche per offrire uno spazio innovativo dove la percezione artistica passa attraverso suggestioni plurisensoriali extra visive.”

Istituito nel 1993, il Museo Omero offre una panoramica dell’arte plastica e scultorea dall’Età Egizia ad oggi attraverso l’esposizione di modelli, copie e opere originali, tutte fruibili anche tattilmente. In particolare, il museo propone una serie in scala di alcuni dei monumenti più importanti e belli del mondo, come il Partenone e il Pantheon, il Duomo di Firenze e la Basilica di San Pietro. Una sala è dedicata alla città di Ancona e ai suoi monumenti più rappresentativi, come il Duomo e la Mole Vanvitelliana.  Una parte molto importante dello spazio espositivo è riservata alle opere scultoree dei maestri del passato qui accessibili grazie a calchi e copie in gesso di opere come, a titolo esemplificativo, il Discoforo di Naukides e la Nike di Samotracia, il David di Raffaello e La Pietà di Michelangelo. Sono proposte, invece, opere originali nella “Sezione Archeologia” e nella“Sezione Scultura del Novecento e contemporanea”: nella prima sono a disposizione oggetti originali di varie epoche, come reperti ceramici e metallici; nella seconda ci sono realizzazioni di artisti quali Valeriano Trubbiani, Edgardo Mannucci, Girolamo Ciulla, Aron Demetz, Loreno Sguanci, Pietro Annigoni e Umberto Mastroianni.
I curatori del museo organizzano anche laboratori e mostre aperte a tutti.

SPUNTI RIFLESSIVI DI CARATTERE SEMIOTICO-TESTOLOGICO

Visitare il Museo Omero è un’esperienza che affascina e al contempo stordisce. E’ un nuovo modo di avvicinarsi all’arte, non solo per i non vedenti. Ciò che generalmente non è possibile, come sfiorare una scultura, qui è possibile. Ciò che non è umanamente possibile, come avere la visione complessiva di un’opera architettonica, qui è possibile. Dalla commistione dei modi percettivi, infatti, ha origine una diversa consapevolezza della realtà. Per i vedenti la visita al museo diventa un’esperienza plurisensoriale. Per i non vedenti, invece, la conoscenza stessa delle opere d’arte, un’esperienza possibile. La particolarità del pubblico, infatti, cui è principalmente destinata l’esposizione,  pone l’accento sull’eccezionalità della fruizione. Grazie alla percezione tattile del vehiculum fisico il non vedente può costruire la corrispettiva relatum imago. Per i vedenti, invece, il vehiculum esperito in modo visivo e tattile, provoca l’emergere di svariate emozioni e sensazioni intorno alla relatum imago e al corrispondente relatum. Proprio per agevolare tale processo e per essere più fedeli alla realtà, i realizzatori della mostra hanno cercato di mantenere, per quanto possibile, la freddezza e la lucentezza del marmo nella riproduzione delle opere scultoree.
Dato che la modalità di fruizione ha un ruolo di primo piano, è opportuno soffermarsi anche sulla situazione comunicativa. Al di là del nome del museo stesso, già di per sé sufficientemente evocativo, è interessante la selezione delle opere, tra le più celebri di tutti i tempi. La mostra nel suo complesso è di fatto un esperimento disponibile all’interpretazione. La fruizione dell’arte acquista così un ruolo sociale perché, abbracciando la dimensione del gioco, vedenti e non vedenti si incontrano ed eliminano le distanze.

ALCUNE QUESTIONI DA APPROFONDIRE

  1. Possibilità di sviluppare questo tipo di esperienza coinvolgendo anche gli altri sensi: l’olfatto,   l’udito e il gusto.
  2. Ruolo sociale dell’arte.
Rapporto contesto – fruizione e reciproche influenze.
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