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LAVAZZA DESIGN PARADISO
di Elisabet Fasano – pubblicato il 28/04/09

In occasione del salone del Mobile di Milano/Fuori salone 2009, Lavazza ha creato un pezzo di Paradiso in terra, nel cuore di via Tortona, al civico 33, trasformando gli spazi dell’ex Carrozzeria di via Tortona 33 in un angolo di cielo.  Una mostra design che prende forma da un progetto di Virginio Briatore, filosofo del design ed osservatore dei linguaggi contemporanei.
La mostra si concretizza dal contributo di 10 designer messi al confronto in un workshop a inviti, sul tema del Paradiso. Protagonisti della mostra prototipi e prodotti disegnati da Altromodo, Enrico Azzimonti, Francesco Castiglione Morelli, Sara Dal Gallo, Laura Fiaschi, Ilaria Gibertini, Giulio Iacchetti, Shinobu Ito, Raffaella Mangiarotti, Matteo Ragni raccolti nella collezione cha va sotto il nome di Lavazza Design Paradiso.
SPUNTI RIFLESSIVI DI CARATTERE SEMIOTICO-TESTOLOGICO

Lo spazio espositivo mette in scena un angolo di paradiso “oggettuale”, abitato da oggetti reali che si trasformano in  segni metaforici nella quotidianità delle case.
Dopo il successo della nota Campagna Paradiso lanciata nel 1995, che presenta il Paradiso come una piacevole trasposizione del pianeta Terra ed il caffè come piacere irrinunciabile, senza il quale non si potrebbe essere felici nemmeno in Paradiso, il tema del Paradiso è diventato il  “nodo invariante” incaricato di istituire e perpetuare la relazione di identità del brand Lavazza.
Alla base del progetto Lavazza Design Paradiso c’è un fare deformante che “pesca”  dall’immaginario del Paradiso e “plasma” spazio espositivo ed oggetti secondo una sintassi propria: assistiamo ad una rielaborazione discorsiva che tenta di smarrire i singoli paradigmi a cui sono legati gli oggetti d’uso legandoli ad un discorso proprio, individuale. Da questo modus operandi prende forma l’ambiente celestiale che accoglie il pubblico, i singoli oggetti che invitano a scoprire sensazioni paradisiache.  Anche il nome degli oggetti garantisce continuità sul piano semantico: Angiolina, la tazzina; Santina, la caffettiera; Nuvolona e Nuvoletta,  il maxi cuscino da terra con imbottitura in microgranuli di perle di polistirolo espanso; Arcangelo, il  vassoio con un piano rigido in melammina e un morbido cuscino di appoggio a forma di nuvola; Lucilla, la lampada a Led colorati; Cherubini, il set di cucchiaini da caffè in acciaio inox con foro all’estremità del manico per entrare in un anello ed essere custoditi come chiavi del paradiso ed infine Serafina, la chiave del Paradiso da appoggiare sulla tavola.

ALCUNE QUESTIONI DA APPROFONDIRE

  • Il carattere relazionale del design nell’interazione forma/funzione.
  • il processo di traduzione dell’immaginario attraverso la combinazione tra forma e funzione degli oggetti. Come la componente figurativa prende forma a partire dalla componente tassica e dalla componente funzionale.
  • la componente passionale degli oggetti  nella loro relazione con il destinatario.

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