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LFA ROMEO MITO E IL LINGUAGGIO "ALFABET"
di Elisabet Fasano - pubblicato il 19/02/09

OGGETTO: cortometraggio

Per il lancio della nuova Alfa Romeo MiTo, la nuova sportiva compatta, la nota azienda automobilistica  ha adottato una strategia di comunicazione incentrata sulla diffusione di un nuovo vocabolario digitale:
Alfabet”, un vero e proprio linguaggio open source costituito da icone, suoni e musica per comunicare sui new media.

L’obiettivo comunicativo perseguito è quello di intercettare ed anticipare le esigenze del proprio target: un target giovane che si esprime attraverso linguaggi basati su velocità, sintesi e istantaneità dei messaggi.

Pochi messaggi trasmessi on air sulle principali TV europee impostati dall’azienda e 1500 icone con un editor a disposizione degli utenti per creare le proprie storie.

Dalla libera combinazione delle diverse icone di “Alfabet”, difatti, nascono i “mitoclip“: brevi racconti video che tratteggiano in modo referenziale il mondo giovane e contemporaneo. Essi costituiscono il punto di incontro tra l’auto e l’universo di coloro cui è destinata.

Spunti riflessivi di carattere semiotico-testologico

L’idea alla base della comunicazione di Alfa Romeo è la volontà di lasciare al target il ruolo di protagonista delle storie mediante un modo di esprimersi sintetico e diretto.

Il brand MiTO ha un ruolo centrale in quanto simbolo del movimento che diviene, al tempo stesso, un nuovo modo di esprimersi e comunicare.
All’utente è data massima libertà di combinazione delle icone sebbene facciano da contraltare due piccole regole che tutti gli autori dovranno rispettare:

  1. La colonna sonora di ogni mitoclip, è “Technologic” il brano dei Daft Punk scelto anche come audio della campagna pubblicitaria on air. Ritmato ed evocativo è metafora della velocità dei cambiamenti e della fugacità del vivere quotidiano.
  2. il titolo di ogni mitoclip è preceduto dall’aggettivo possessivo “MY” a rimarcare la volontà della marca di lasciare al target il ruolo di protagonista delle storie.

L’utente da un lato è chiamato alla costruzione di testi diversi da quelli creati dall’azienda, dall’altro, invece, essendo le icone che costruiscono il vocabolario Alphabet non controllabili, giacchè previste dall’azienda, l’interattività non dà origine ad un vero e proprio processo creativo ma mette in atto un mero processo interpretativo. La rielaborazione di ogni utente avanza pertanto in totale assenza di innovazione contenutistica.

Alcune questioni da approfondire

  • In quale misura il nuovo linguaggio Alfabet può determinare la nascita di un nuovo modo di comunicare o quanto esso sia espressivo dell’evoluzione dei mezzi di comunicazione?
  • Qual è la relazione significans-significatum  soggiacente alla fase generativa del senso?
  • A partire dal set di icone disponibile è possibile definire le regole che governano la composizione dei mitoclip? Si può parlare di una sintassi delle icone?
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