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DIVENTAR SIRENE
di Caterina Mazzieri – pubblicato il 16/12 /07

Evento
Le Sirene di Senigallia”
all’interno di “Trasforma: arte e città sostenibile” (performances, video e installazioni)

Dove e quando
Senigallia (An), Rotonda a Mare, 7 – 9 dicembre 2007 (pannelli in esposizione fino al 6 gennaio 2008)

Dal 7 al 9 dicembre la Rotonda a Mare di Senigallia ha ospitato eventi, performance multimediali e video-installazioni attorno ai temi della responsabilità sociale e della sostenibilità legata al territorio e alla società urbana.

Tra i vari eventi, sabato 8 dicembre, la “Festa delle Sirene”, a cura dell’artista Antonio Catalano http://www.universisensibili.it/Index.asp?ID_Menu=25 , arrivato in città con alcuni giorni di anticipo per realizzare la “Sirene di Senigallia” (installazione, pittura, fotografia).

Catalano ha trascorso del tempo in una casa di riposo della città marchigiana (la Casa Protetta Per Anziani Ex Irab di Senigallia), facendo foto, narrando storie, ascoltando, cantando e ballando con gli anziani: le “Sirene di Senigallia” sono le immagini di 24 signore della casa di riposo ingrandite, fissate su dei pannelli (larghezza 120 cm altezza 200 cm circa) e, come per magia, trasformate in sirene attraverso la pittura.
I pannelli sono stati in seguito fissati ai raggi dell’ombrellone di una giostra da parco giochi in legno degli anni ‘50. Attorno alla giostra, posizionata all’interno della Rotonda, si è svolta la festa, che mirava ad essere un momento di incontro tra il mondo dell'infanzia e quello della vecchiaia, con musica, filastrocche e racconti.

Spunti riflessivi di carattere semiotico-testologico

In questa sede vorremmo che venga posta l’attenzione non sull’istallazione (la giostra) nella sua manifestazione fisica, bensì sull’evento delle “Festa delle Sirene” e sul processo creativo e di realizzazione dell’istallazione.
“Ho voluto rendere omaggio alla vecchiaia”, ha raccontato l’autore, “perché le voci dei vecchi sono come quelle delle Sirene: bellissime ma inascoltate”. Ha poi aggiunto: “Quel che mi spinge è lavoglia di unire mondi in apparenza divisi (quelli della vecchiaia e dell’infanzia) per formare un unico mondo sensibile. Mi piace pensare l’arte come un momento ludico, di partecipazione emotiva”.  
Dopo anni di presenza nel teatro italiano, Catalano, da tempo, teorizza e pratica l' abbandono di ogni idea di spettacolo chiuso, perseguendo invece la ricerca di incontri artistici con “spett-attori” di ogni età. Le sue performances vivono della labilità e dell'indeterminatezza di cui sono costituiti gli incontri occasionali, e tendono a provocare in chi vi partecipa esperienze piene di emozione, di poesia, di meraviglia.
Ma è soprattutto con le sue incursioni in pittura e scultura, con l’uso fantastico di oggetti quotidiani o fuori uso, infantili, apparentemente banali, che egli riesce a creare strani mondi da visitare, da incontrare, attraverso ribaltamenti poetici dei materiali usati o accostamenti divertiti e divertenti.
Come si legge nel suo sito, “Il suo amore per l' infanzia è amore per un'età dello sguardo, non per l'età anagrafica in sé. E' amore per ciò che di primordiale c'è nell'approccio. Non gli interessano le risposte, le certezze immutabili. E' affascinato dagli interrogativi. E i suoi “universi sensibili” incontrano dovunque stupore ed entusiasmo”.

Alcune questioni da approfondire

  • Ruolo sociale dell’arte che offre occasioni di incontro tra la società civile e una categoria spesso non presa in considerazione in questo ambiente, come quella degli anziani.
  • Attribuzione di una nuova identità: Catalano dipinge gli anziani in modo diverso da come sono realmente, attribuisce loro, cioè, un nuovo significante. Lo fa dopo aver trascorso del tempo con loro, parlando e soprattutto ascoltando le loro storie. Le fattezze della sirena in cui l’anziano viene trasformato (la forma della coda, la scelta del colori, ecc) dipenderanno dunque non solo dall’intentio auctoris, ma anche dalla visione che l’anziano ha di se stesso, e dalle modalità in cui si racconta.
  • Conseguenze sociali: grazie all’azione performativa di Catalano, le persone vedono gli anziani con occhi diversi. In primo luogo, come si è detto, li vedono, li prendono in considerazione. Secondariamente li guardano in modo differente, grazie al loro nuovo aspetto
  • Conseguenze interne: è possibile ipotizzare che la rappresentazione in versione “sirena” ad opera di Catalano abbia anche delle ripercussioni sul soggetto ritratto? soprattutto considerando l’aspetto ludico e di novità per l’anziano, che convive con una propria concezione di sé immutata da anni.
Alla presentazione dell’evento, la presidente della casa di riposo ha spiegato: “Ho accettato la proposta perché la nostra struttura deve essere aperta alla vita. I nostri anziani sono sempre molto felici di essere coinvolti in quella che per loro è una festa, e saranno trai primi a volersi vedere trasformati in sirene”.
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