Home > Archivio News > 2008 > THE CURIOUS INCIDENT OF THE DOG IN THE NIGHT-TIME
Home - Redazione - Ricerca - Testologia Semiotica - Case Studies - Contatti - Archivio News


THE CURIOUS INCIDENT OF THE DOG IN THE NIGHT-TIME
di Sonia Marconi – pubblicato il 01/09/08

Evento :  Romanzo. Mark Haddon 2003

Il romanzo parla del mondo di un quindicenne con problemi di autismo, proponendo al lettore l’interpretazione di tale mondo esattamente dal suo punto di vista. Christopher, questo il nome del protagonista, vive la sua vita tra la scuola, la casa e la sua passione per la matematica. La percezione di quest’ultima influisce notevolmente il suo modo di interpretare la vita.
Un giorno il cane della sua vicina di casa viene trovato morto, e allora Christopher decide di intraprendere un’indagine che lo porti alla scoperta dell’identità dell’assassino. Le indagini vengono portate avanti giorno dopo giorno nonostante suo padre glielo abbia proibito. Per la prima volta il ragazzino si interfaccia con persone nuove quali i suoi vicini di casa, aprendo gli occhi ad un mondo fino ad allora sconosciuto. In questo modo emergono particolari che interessano la sua vita molto da vicino.

Il lettore viene proiettato, in questo mondo, attraverso un testo strutturato come una sorta di diario in cui il protagonista registra le sue impressioni sul mondo, sulla vita oltre che  sulle sue scoperte in merito all’indagine.
La voce narrante è quella del protagonista stesso. L’autore ha così cercato di mostrare direttamente il mondo dal punto di vista del ragazzo, attraverso il suoi occhi e la sua voce. Ha inoltre coinvolto il lettore, catapultandolo in un mondo mentale apparentemente ricco di stranezze, grazie all’uso di diversi espedienti letterari che rendono la matematica e la logica strumenti principali della narrazione e, quindi, dell’interpretazione dell’opera. Primo fra tutti  la numerazione dei capitoli che prevede la sola sequenza di numeri primi.   

Spunti riflessivi di carattere semiotico-testologico

L’efficacia della formatio a sostegno dell’intentio operis

La strutturazione del testo in capitoli numerati con i soli numeri primi, non va secondo me considerata come una mera scelta stilistica. Apporta, infatti, un gran contributo alla costruzione dell’intentio operis.
L’opera vuole essere letta come un diario prodotto da un ragazzino quindicenne con problemi di autismo. L’utilizzo della narrazione in prima persona, il linguaggio utilizzato, la mancanza di linearità immediata nei topics affrontati nei diversi capitoli, nonché le lunghe descrizioni, rendono questo obiettivo raggiunto. La numerazione dei capitoli va a rafforzare quest’idea nel lettore, catturando la sua attenzione. Questo è quanto emerge dai forum di discussione in cui questo elemento è sottolineato in diversi casi.

Alcune questioni da approfondire

E’ possibile dire che in questo caso l’intentio operis corrisponda all’intentio autoris?
Come cambia il ruolo della “matematica” a seconda che venga considerata come elemento interpretativo da parte del lettore, piuttosto che come elemento formale costitutivo dell’opera?

News
“Come suonano i sogni"
di Elisabet Fasano
Lavazza Design Paradiso
di Elisabet Fasano
Barilla: 132 Anni in 132 secondi
di Francesco Barbabella
Milano: “La città che sale”.
di Elisabet Fasano
Alfa - BET: MiTO
di Elisabet Fasano