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OOK - TRAILER
di Gianna Angelini - pubblicato l'11/01/08

Che cos’è?

Un book-trailer è  un breve video multimediale, che trae ispirazione, per la sua composizione formale, dal trailer cinematografico, ed il cui scopo è quello di evocare attraverso immagini, musica e parole, i temi e le atmosfere di un romanzo, o di un saggio, con l’intento promozionale di accendere interesse nello ‘spettatore’ spingendolo all’acquisto del testo cartaceo. Suggestivo e accattivante come un film o un videoclip, dotato della stessa forza e immediatezza comunicativa, un book-trailer cerca, dunque, di descrivere, in pochi secondi, i contenuti di un libro.
Dopo le prime sperimentazioni in America e Gran Bretagna, tale forma di promozione letteraria arriva in Italia nel 2005, quando la Marsilio Editori (la prima casa editrice italiana a credere con convinzione in questo nuovo veicolo di diffusione on line) commissiona al giovane team Bonsaininja un booktrailer per il romanzo noir Baciami, Giuda dell’americano Will Christopher Baer (in testa all’articolo). Negli ultimi anni, altre case editrici italiane, più o meno grandi, hanno seguito le orme della Marsilio, tra cui la Fazi Editore e la Mondadori, che utilizza lo strumento per promuovere testi di punta, di narrativa contemporanea (non da ultimo, il recente premio strega Come Dio Comanda di Niccolò Ammaniti). 
I book trailer sono generalmente affidati ad agenzie specializzate, ma non sono rari i casi di autori che autopromuovo i propri libri con il sistema descritto, senza investire troppo. Il problema centrale rimane di carattere comunicativo. Ed è legato, sostanzialmente, al mezzo di diffusione. Scirve Gianfranco Grenar, collaboratore di Vibrisselibri:
"(un book trailer) deve spremere le parole del libro, ottenerne il senso, e mescolarle con ciò che di solito è il lettore a produrre: l'immagine. Operazione alchemica, direi, e rischiosa. L'autore di un book trailer può ad esempio estrapolare passaggi intensi e/o significativi, unirli in modo da raccontare ciò che dice il libro senza aggiungere parole "aliene"; se ciò non è possibile, può dare elementi di trama e stile, inventare, mescolare ciò che c'è. Può creare un tappeto di parole che quanto più fedelmente possibile ricreino ciò che (si presume) proverà il lettore leggendo. Le parole hanno il potere assoluto. Le immagini vengono dopo e sono il legante."
In Italia, per il momento, è possibile consultare archivi di book-trailers solo on line. Oltre alle singole case editrici promotrici, troviamo, naturalmente, Youtube in testa, oltre a http://www.book-trailers.eu/ portale europeo di book-trailers.

Spunti riflessivi di carattere semiotico-testologico

L’idea di prendere spunto da un testo letterario per elaborare un testo filmico, si sviluppa pressoché parallelamente alla nascita del genere cinematografico stesso. Non solo essa non rappresenta una novità, ma appare connaturata al genere stesso di appartenenza. Si scrive una storia. Ed in seguito si rappresenta. Più o meno fedelmente. Più o meno bene.  La storia può essere composta da un romanzo. O da un soggetto in senso ampio. Poco cambia in termini di sudditanza al testo verbale. Utilizzando una terminologia linguistico-semiotica, si parla di traduzione intersemiotica.
Rientra lo strumento del book-trailer all’interno di tale classificazione? No. Non in senso assoluto. Di qui la sua complessità di trattamento. E il suo contemporaneo fascino.
Brevemente alcune considerazioni sulle motivazioni di una tale affermazione.

  1. Il book-trailer non nasce per ripercorrere la storia descritta nel testo. In generale non ha necessariamente un andamento narrativo, ma si pone l’unico obiettivo di evocare sensazioni legate alla storia, attraverso immagini e suoni in movimento.  In termini testologici, si potrebbe dire che lo stimolo alla creatività del produttore deriva dalla relatum-imago del testo, l’immagine mentale del referente. Infatti, indipendentemente dal fatto che il testo abbia un referente reale, o fittizio, il lettore elabora una propria immagine mentale di ciò cui il romanzo si riferisce, ed è a questa che il creativo attinge per elaborare il suo filmato. Egli, cioè, non traduce la parte verbale in immagini, ma traspone visivamente ciò che la parte verbale stimola. Il processo è doppio; doppiamente complicato.
  2. Nella composizione del trailer, la selezione effettuata dal produttore non è semplicemente e solamente di carattere contenutistico. Non c’è, infatti, la necessità di riassumere il testo di riferimento. Per stimolare lo spettatore a comprare il libro, la selezione potrebbe avvenire anche sul livello formale del testo, cercando di rendere, visivamente, alcune caratteristiche espressive del romanzo (lo stile dell’autore, la sua produzione precedente, ecc.)
  3. Contrariamente al trailer cinematografico, vincolato alle scene stesse del film, il produttore del book-trailer non ha nessun vincolo visivo. Questo implica il fatto che esso non deve necessariamente basarsi su immagini figurative, ma può elaborare eventualmente anche immagini plastiche, o di altro tipo, con conseguente moltiplicazione di trattamento interpretativo

Alcune questioni da approfondire

La relazione tra relatum-imago e relatum nel testo multimediale dinamico
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