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HAT IS BONNAROO
di Sonia Marconi - pubblicato il 07/09/08

Evento: Bill Plympton cartoon

What is Bonnaroo è un cartoon di 1, 13 minuti di durata. Il cartoon presenta una serie di immagini in movimento, con la particolarità che  l’immagine precedente si trasforma nella successiva accompagnata da una colonna sonora.

Definiamo cosa sia graficamente ed acusticamente rappresentato:

  • Alberi – Cinguettio di uccelli
  • Strimpellatore che suona – Suono di un mandolino
  • Strimpellatore che suona e corre sui tasti di una tastiera – Suono aggiuntivo della tastiera
  • Dita sui tasti della tastiera – Suono predominante della tastiera
  • Batteria – Suono aggiuntivo della batteria
  • Vecchio proiettore di pellicole – Suono aggiuntivo del vecchio proiettore
  • Ragazza formosa e moderna che danza con abbigliamento prorompente che può lasciar pensare agli anni 80 e ascolta la musica come se fosse ad una festa – Musica elettronica aggiuntiva
  • Cantante – Voce aggiuntiva del pubblico
  • Cantante jazz - La musica si abbassa di volume fino quasi a sparire la sciando spazio alla voce del cantante e alle voci e agli applausi del pubblico
  • Microfono che divora il cantante – Rumore del microfono mostro che sgranocchia e fagocita il cantante mentre le voci del pubblico fanno da sottofondo
  • Chitarrista che suona scuotendo testa e capelli - Suono  unico della chitarra elettrica
  • Sassofonista che suona il sax dal quale fuoriescono musicisti, cantanti, il sole, un gelato… e una cassa da concerto dalla quale fuoriesce un arcobaleno mentre il sax diventa una chitarra
  • Chitarrista, Arcobaleno, Idranti, Alberi, Arcobaleno, insegna “Bonnaroo” – Melodia formata da diversi strumenti musicali che fanno pensare ad un concerto
  • Titoli di coda bianco su nero – Musica di sottofondo

Il titolo del cartoon è rappresentato da una domanda: “What is Bonnaroo?” e la sua presetnazione sembra essere la risposta a questa domanda. Nel misto di immagini e sonoro così composto, è possibile infatti rintracciare l’evoluzione della parola “Bonnaroo”. Questa parola divenne popolare grazie all’artista musicista cantautore blues e R&B Dr. John nel fervente contesto culturale di New Orleans, in seguito all’uscita dell’album “Desitively Bonnaroo”. E’ in realtà una parola di origini indiane che oggi viene usata per significare “a really good time” mentre in passato voleva indicare un buon campo in cui insediarsi. E’ anche una costruzione creolo-francese derivante dalle parole “bonne” e “rue”. 
Nel 2002 questa parola è stata scelta per dare il nome ad un festival di musica e arti che da allora viene tenuto ogni anno per quattro giorni in Tennessee. La scelta di questa parola da parte degli organizzatori è stata dettata dalla volontà di rappresentare, all’interno del festival, diversi stili di musica dal vivo di alta qualità per un pubblico in grado di apprezzarla.

Riflessioni dai carattere semiotico-testologico

Ciò che colpisce è innanzitutto il parallelismo, perfettamente realizzato, tra immagini in movimento e suono. La traccia sonora muta continuamente insieme alle immagini mostrando una capacità evocativa sfruttata in tutta la sua potenzialità, fino ad essere considerata costitutiva di immagini sonore paragonabili alle immagini visive.
Dall’altra parte, le immagini sono caratterizzate da una continuità che stupisce per fluidità e ricchezza di contenuto. Ogni immagine si trasforma così nella successiva con ritmo incalzante e senza interruzioni.  Il ricevente si trova di fronte ad una storia visiva ed una storia sonora che si completano a vicenda contaminandosi tanto da essere leggibili e interpretabili sia insieme che separatamente.
Sia la scelta delle caratteristiche delle immagini che quella dei suoni si fa inoltre ricorso a degli stereotipi. Proviamo a riportare degli esempi di seguito.
Lo strimpellatore che sembra venire dal far west indossa un appropriato cappello, ed è magro e gracile come generalmente rappresentato nei fumetti. La ragazza che ipoteticamente sta seguendo il concerto è molto formosa e prosperosa. La associamo ad una ragazza degli anni 80 grazie all’abbigliamento prorompente e provocatorio.
Il primo chitarrista muove la testa come ci si aspetta da un musicista rock ed è grasso come la maggior parte dei chitarristi amanti della birra.
Il giovane chitarrista appare piuttosto gracile, come lo stereotipo del musicista rock/grunge.
I suoni abbinati ai personaggi e dunque agli strumenti sono, inoltre, molto chiari ed anche questi connessi a stereotipi e a generi musicali chiaramente riconoscibili ed individuabili.
Il risultato è che il ricevente è messo in condizione di rispondere alla domanda su cosa sia Bonnaroo sia guardando solo le immagini che ascoltando solo la traccia sonora.
Gli elementi del festival sono presenti in entrambi i casi: musicista/musica, audience/applausi e voci, divertimento (gelato, parco, arcobaleno…)/atmosfera musicale (musica e reazione dell’audience).
Inoltre anche la stessa storia della parola e dell’evento sembrano essere rappresentati grazie a diversi elementi.
Quella che potrebbe emergere è, inoltre, una nota provocatoria: il microfono fagocita il cantante jazz.

Alcune questioni da approfondire

  • Come viene strutturata l’interazione tra titolo e opera letta come domanda/risposta (il titolo non è un’affermazione, ma appunto una domanda)
  • E’ possibile considerare il titolo parte integrante dell’opera?
  • L’interpretazione dello stesso cartoon con un altro titolo darebbe risultati completamente o parzialmente diversi?
  • Quanto la conoscenza del significato della parola “Bonnaroo” influenza l’interpretazione da parte del ricevente?
  • Quanto la conoscenza degli stereotipi visivo/sonori utilizzati influenza l’interpretazione da parte del ricevente?
  • Quanto è rilevante il senso di continuità e fluidità caratterizzanti le immagini?
  • Possiamo interpretare alcuni punti del testo come provocatori?
Quanti livelli di interpretazione possiamo individuare?
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