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L
'ARTE E' UN PACCO
di Francesca Ripa - Pubblicato l'11/10/07

Dove e quando

Milano dal 04/07/2007 al 30/08/2007
Firenze dal 07/09/2007 al 30/09/2007

Evento

Mostra d’arte visiva

L’arte è un pacco” è il titolo di una mostra allestita alla Feltrinelli in via Piemone di Milano, visitabile fino al 30.09 a Firenze. L'autore è Sergio Vanni, toscano, professore d'arte. Le riflessioni che seguono si riferiscono unicamente all’esposizione avvenuta alla Feltrinelli di Milano nel mese di agosto, in cui ad essere presentati erano 10 pannelli appesi specularmente in due pareti contrapposte. Ogni pannello, di forma quadrata, era composto da altrettanti riquadri i quali, ciascuno a mo' di quadro, rappresentavano interpretazioni parodistiche di famosi dipinti.
Il catalogo della mostra è rappresentato da un pacchetto di cartone di dimensioni quadrate (12x12cm. circa) legato da un filo rosso. Esternamente appare la scritta “l'arte è un pacco”, e dietro, nella facciata opposta si legge: “Se l'arte sia o no un pacco lo scopriremo appunto aprendo questo pacco: più di cinquanta immagini chiave introdotte e interpretate da un ironico e appassionato “visionario” Sergio Vanni; quasi una storia dell'arte proposta come gioco di rimandi e citazioni”. All'interno, un opuscolo quadrato contiene le foto delle opere. Ognuna rilegge in chiave ironica, opere di grandi artisti, la maggior parte delle quali sono in esposizione. Il libercolo è introdotto da due brevi saggi, uno di Dario Trento (“Una compilation fatta in casa”), l'altro di Cecilia Scatturin (“Kant che ti pass...”). In seguito, ad anticipare la sequenza delle foto, un saluto dell'autore.

Spunti riflessivi di carattere semiotico-testologico

L’evento visitato gioca su un’ambiguità semantica del termine ‘pacco’ (la parola indica letteralmente
un involucro, generalmente di carta, legato da spago o simile, ma in senso figurato viene utilizzato come sinonimo di “fregatura”) per dare un senso a sé stesso. Nell'immagine dell'opera, infatti, ciò che si vede è esattamente un pacco, di quelli già pronti per essere spediti, ma  il legame con l’arte, con l’estetica dell’opera è qualcosa che deve essere cercato, astutamente inferito. Che l'opera d'arte contenga qualcosa? Un messaggio da inviare? Un segreto? L'irraggiungibile? L'inscrutabile?
L'inesprimibile? O forse... niente? Un vero e proprio ‘pacco’? L’ambivalenza del termine scelto come titolo dell’evento, richiama forse direttamente quel senso, talvolta, di “fregatura” che proviamo quando ci troviamo difronte ad un'opera d'arte tanto acclamata che però non riesce a comunicarci niente di per sè.  Il problema è legato senz’altro alle dinamiche proprie del fenomeno interpretativo, che se non riesce a svilupparsi attraverso la scoperta di un legame tra le proprie basi dell’interpretazione e lo scarto tra ‘espresso’ e ‘non espresso direttamente’ da ciò che vediamo/ascoltiamo, manda in tilt le nostre stesse capacità di dare ad un fenomeno le caratteristiche dell’evento comunicativo. Sergio Vanni, non dà risposte a queste problematica, semplicemente preferisce giocare con essa, facendola emergere in tutta la sua evidenza mescolando arte e ironia. Perché ci vuole molta maestria, preparazione, per capire le referenze culturali e storiche, i rimandi di immagini e i giochi di parole nascosti nelle sue opere, per capire quali artisti siano stati i prescelti, e su quale punto siano stati messi in ridicolo.

Alcune questioni da approfondire

1 - Livelli interpretativi
2 - Possibilità inferenziali

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