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RTE E MATEMATICA NON SONO OPINIONI
di Valentina La Selva - pubblicato il 10/10/07

Dove e quando

A Siena, presso il Palazzo delle Papesse, fino al 6/01/2008

Evento

Mostra d’arte contemporanea

Numerica” è un’esposizione di opere di trentasei artisti contemporanei, disposte su tre piani all’interno del Palazzo delle Papesse a Siena. Le opere proposte appartengono principalmente alla corrente della pop art, ed hanno tutte una correlazione con i numeri, ma sono costituite di materiali e supporti molto diversi tra loro: proiezioni di audiovisivi, allestimenti che coprono intere stanze, dipinti, sculture, neon modellati, affreschi su parete.

Spunti riflessivi di carattere semiotico-testologico

La cifra, così come ci viene presentata nel corso della mostra, non ha valenze estetiche, ma piuttosto suggerisce una serie di correlazioni semantiche:


Numero inteso come “mistero”, come oggetto riservato agli studiosi.

L’opera “All numbers are equal” di Micah Lexier è composta da una serie di cifre dall’1 al 9, realizzate in metallo grigio, che vengono esposte lungo una parete occupando una lunghezza di circa sei metri. A prima vista, si ha l’impressione che il titolo sia in evidente contraddizione con l’opera: tutte le cifre sono di larghezza ed altezza diverse tra loro. Ad un secondo livello di astrazione, è possibile collegare il titolo dell’opera al celebre paradosso dell’uguaglianza tra tutti i numeri: attraverso una serie di espedienti (da verificare senza troppa precisione) è possibile dimostrare matematicamente che due numeri diversi in realtà sono uguali. Forse l’autore intendeva proprio sottolineare la differenza tra i numeri e richiamare il paradosso? Osservando con più attenzione, inoltre, si nota che tutti i numeri occupano la stessa superficie: l’uguaglianza è geometrica, ma non è possibile coglierla a prima vista.


Numero come sperimentazione, svincolato da ogni legame matematico.

Il video musicale proposto dai Kraftwerk dimostra come sia possibile creare un’intera canzone cercando le sonorità soltanto dalla pronuncia in varie lingue dei numeri da 1 a 4. Il video viene proiettato all’interno di una camera aperta, e per tutta la durata della ripresa, i quattro artisti restano immobili nelle loro postazioni, mentre sullo sfondo del palco si muovono le cifre pronunciate, con effetti visivi di vario tipo. Si tratta soltanto di una questione di suono, oppure il continuo ripetere le cifre in ordine decrescente significa qualcosa di diverso?


Numero come indicatore del tempo, e quindi come passaggio tra due stati di cose.

L’opera “Clock” di Darren Almond è un orologio, appeso piuttosto in alto, che indica l’ora esatta. Allo scadere di ogni minuto, attraverso delle casse acustiche collegate all’apparecchio, si sente un rumore molto forte, destinato ad attirare l’attenzione del pubblico. L’artista ha dunque aggiunto all’oggetto di uso quotidiano una nuova funzione: l’orologio segna comunque il passaggio del tempo, ma lo sottolinea in maniera particolare (ogni minuto che passa non può ritornare).

Alcune questioni da approfondire

Le riflessioni con cui ho esaminato le tre opere prese in considerazione permettono di capire solo in parte la complessità del procedimento di interpretazione di un’opera d’arte, per la quale non è mai sufficiente un’analisi superficiale. Ma quali sono i diversi livelli di profondità a cui è possibile giungere nel processo interpretativo? Quali significati attribuiranno i visitatori alle varie opere? Quali sono le differenze tra le intenzioni dell’artista e la comprensione del visitatore? Quali conoscenze sono necessarie? Sostituire il tipo di supporto o altre caratteristiche primarie o secondarie dell’opera porterebbe ad una variazione nell’interpretazione?

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